Banche e Imprese Dalla Redazione

Studio Pagamenti 2024 Cribis: in Italia le aziende puntuali diminuiscono nel primo trimestre 2024

A poco tempo dalla presentazione dello Studio Pagamenti 2024 di CRIBIS presso gli IBM Studios di Milano, abbiamo selezionato i dati più rappresentativi sull’andamento della puntualità delle aziende italiane. Quante pagano a scadenza e dove si accumulano i maggiori ritardi?
In Italia nel Q4 2023 le aziende puntuali erano il 41,1% (contro il 40,9% del Q4 2022), considerando invece i ritardi oltre i 30 giorni, grandi ritardatari sono passati dal 9,1% del Q4 2022 al 9,6% del Q4 2023. Ma quali sono le tendenze del 2024?
In base all’analisi del Q1 2024, la puntualità delle aziende italiane sta peggiorando. I pagamenti a scadenza sono infatti il 40,4%, quelli con ritardi fino a 30 giorni il 49,9%, mentre quelli oltre il mese raggiungono quota 9,7%.
Un peggioramento al momento non preoccupante se comparato al 2020 e 2021 quando la puntualità era più bassa (rispettivamente 35,7% e 38,5%), ma resta un segnale da non sottovalutare.
Stesso ragionamento vale per i ritardi oltre i 30 giorni, se è vero che nel 2020 e 2021 erano più diffusi (12,8% e 11%) e vero anche che il dato è in costante crescita praticamente dal Q4 2022 (9,1%).

LOMBARDIA LA REGIONE PIÚ PUNTUALE
Il nostro Paese ancora una volta dimostra di viaggiare a velocità differenti a seconda che dell’area regionale. Se nel Nord Est e nel Nord Ovest i pagatori puntuali sono rispettivamente il 47,3% e il 46,2%, al Centro questa percentuale scende al 36,6% per poi arrivare al 28,3% di Sud e Isole.
Allo stesso modo, i ritardi oltre i 30 giorni sono il 6,5% al Nord Est, il 7,2% al Nord Ovest, dato che sale all’11,1% al Centro e addirittura al 15,1% al Sud e Isole.
Andando nel dettaglio, la classifica delle regioni con la maggiore percentuale di pagatori puntuali vede ai primi posti:
• Lombardia (50,4%)
• Emilia Romagna (47,8%)
• Veneto (47,6%)
• Trentino-Alto Adige (46%)
• Marche (45%)

Considerando invece le regioni con una maggiore incidenza di ritardi oltre i 30 giorni, le prime posizioni sono occupate da::
• Sicilia (18,4%)
• Calabria (17,9%)
• Campania (15,2%)
• Lazio (14,3%)
• Abbruzzo (13,1%)

Quanto al tempo medio di pagamento, al Nord Est è di 69 giorni, al Nord Ovest e al Centro è di 70 giorni (esattamente come la media nazionale) e al Sud e Isole di 74 giorni.
A livello regionale, invece, si passa dai 61 giorni di Liguria ai 90 della Calabria.

GRANDI AZIENDE, GRANDI RITARDI

Esiste una correlazione fra puntualità e dimensioni aziendali? Quel che emerge dall’analisi CRIBIS è che le microimprese, non potendo contare sulla stessa forza contrattuale delle large corporate, risultano essere più puntuali allo scopo di risultare più competitive, allo stesso modo, essendo più esposte al peso di inflazione, ritardi nella supply chain, rialzi dei tassi e rincari, sono anche la categoria che presenta il più alto livello di grandi ritardatari.
Nel dettaglio, le microimprese pagano:
• puntuali nel 42,3% dei casi
• a 30 giorni nel 47% dei casi
• oltre i 30 giorni nel 10,7% dei casi

Questo invece il dettaglio dei pagamenti nelle piccole imprese:
• il 37% paga a scadenza
• il 56,3% paga entro 30 giorni dalla scadenza
• il 6,6% paga oltre 30 giorni dalla scadenza

E le medie? Queste le abitudini di pagamento in questa categoria:
• 27,3 a scadenza
• 67,6% a 30 giorni
• 4,8% oltre 30 giorni

Le grandi aziende se da un lato sono quelle meno puntuali, dall’altro sono anche quelle dove c’è la minore percentuali di grandi ritardatari:
• il 14% paga a scadenza
• il 84,4% paga a 30 giorni
• il 3,9% paga oltre i 30 giorni
Abitudini che si traducono anche in tempi di pagamento medi che vanno dai 65 giorni delle microimprese, ai 70 delle piccole (in linea con la media nazionale), per arrivare ai 71 delle medie e ai 73 delle grandi.

I SETTORI PIÚ PUNTUALI

Venendo all’analisi settoriale, in base ai dati al Q4 2023, i comparti con una percentuale di pagatori puntuali superiore al dato nazionale 2023 (41,1%) sono:
• Servizi finanziari (53,6%)
• Costruzioni (45,8%)
• Manifattura (45,8%)
• Servizi (44,8%)
• Trasporti e logistica (41,4%)
• Industria estrattiva (41,2%)

Nettamente inferiore, invece, la puntualità nel Commercio al dettaglio (30,8%).
E in questo inizio di 2024 cosa sta accadendo? Prendendo in esame i ritardi gravi nel Q1 2024, i settori con performance peggiori rispetto alla percentuale nazionale (9,7%) sono:

• Ristoranti e bar (20%)
• Industrie alimentari (12,2%)
• GD/DO (11,9%)
• Agricoltura e allevamento (10,7%)
• Costruzioni (10,6%)
• Servizi per le persone (10,4%)
• Commercio al dettaglio (10,1%)

A livello di andamento, la prima evidenza che balza all’attenzione è che rispetto al primo trimestre del 2023, si osserva una crescita dei ritardi oltre i 30 giorni del 16,7% per le Industrie chimiche e del 15,4% per le Costruzioni.
Quanto ai tempi medi di pagamento, i settori dove si aspetta di più sono:

• Industrie delle ceramiche (95 gg)
• Industrie macchinari, attrezzature elettrice ed elettroniche (84 gg)
• Installatori (81 gg)
• Industria siderurgica (79 gg)
Mentre i tempi medi di pagamento sono più contenuti nei comparti:
• Servizi per le imprese (38 gg)
• Locazione immobiliare (48 gg)
• Servizi di ospitalità (49 gg)
• Ristoranti e bar (52 gg)
• Trasporti (53 gg)

Quali conclusioni si possono trarre dall’analisi di questi dati? Come prima cosa che tutto sommato c’era da aspettarsi un peggioramento di alcuni indici visto il complesso contesto
macroeconomico del 2023. Se le PMI hanno tutto sommato tenuto meglio del previsto finora, adesso si avvertono i primi contraccolpi.
Difficile fare previsioni sul futuro, quel che è sicuro è che le aziende devono imparare a fare i conti a lungo con un clima di incertezza.