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Popolari, bad bank con Akros

Banca Akros ha una soluzione per i crediti deteriorati delle popolari. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la banca di investimento milanese guidata da Marco Turrina starebbe lavorando a un progetto di gestione esternalizzata dei non performing loans di sei-sette istituti di medie dimensioni, prevalentemente cooperativi.

Nel dettaglio, gli stock dovrebbero essere conferiti in un veicolo ad hoc affidato alle cure di operatori specializzati del settore. L’operazione permetterebbe alle banche coinvolte di deconsolidare i crediti problematici e liberare così capitale prezioso per altre iniziative. Al momento non è chiaro se, una volta effettuato il conferimento, le banche coinvolte otterranno una quota del veicolo proporzionale ai crediti ceduti. Anche se particolari più puntuali potrebbero essere svelati solo nelle prossime settimane, l’architettura generale del progetto appare simile a quella elaborata negli anni scorsi da Mediobanca e da Rothschild, pur con alcuni importanti elementi di novità. Proprio questi elementi dovrebbero rappresentare la marcia in più dell’iniziativa messa a punto da Banca Akros e al momento fonti vicine al dossier confidano in un esito positivo e in un closing in tempi ragionevoli. Rimane ovviamente il tema, non certo secondario, della valutazione dei crediti conferiti.

Finora nessun istituto si era in fatti mosso in questa direzione proprio per il rischio di dover valutare tali asset a valori più bassi rispetto a quelli di bilancio. Neppure l’esito dell’ asset quality review ha sgombrato il campo dai dubbio e il mercato degli npl appare ancora ingessato. Il progetto di Akros però potrebbe beneficiare delle novità normative in arrivo. La soluzione leggera su cui ad esempio sta lavorando il governo punta a indurre le banche a svalutare i crediti, potendo contare sul la deducibilità non differita. Questi, una volta svalutati, sarebbero cedibili a sconto e quindi più appetibili sul mercato. Il che dovrebbe aiutare a smaltire la montagna di crediti deteriorati in pancia alle banche, circa 330 miliardi, secondo recenti stime.

Tornando alle operazioni, se la strategia messa sul piatto da Banca Akros piace a molti istituti, altri soggetti preferiscono muoversi in autonomia. C’è ad esempio Veneto Banca che potrebbe affidare in gestione un robusto portafoglio di crediti immobiliari. Fonti di mercato parlano di un valore nominale di partenza compreso tra 300 e 400 milioni, anche se la stima non trova al momento conferme ufficiali. Certo è invece che per la partita ci sarebbe già un discreto interesse da parte degli operatori specializzati, cosa che rende probabile un closing entro l’estate. Altra operazione importante potrebbe avvenire nel mondo del credito cooperativo. Secondo fonti di mercato, sotto la regia dell’Iccrea, la banca di secondo livello che gestisce le partite più delicate della categoria, potrebbe presto arrivare sul mercato un’operazione di cartolarizzazione per un valore nominale stimato in 5-600 milioni, probabilmente in più tranche. Sempre nel mondo delle cooperative del credito si guarda al Banco Popolare, che lo scorso anno aveva congelato la cessione di Release. Verona potrebbe riprendere presto in mano il tema dei non performing loans e, tra le opzioni sul tavolo, ci sarebbe l’esternalizzazione della gestione operativa di alcuni stock non-core, secondo un modello già sperimentato per esempio da Intesa Sanpaolo e Mps. Una soluzione di questo genere potrebbe piacere anche alla Bper, mentre Ubi Banca potrebbe orientarsi verso cessioni mirate dall’importo di qualche decina di milioni.


Autore: Luca Gualtieri
Fonte:

Milano Finanza

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